Archittu’s Weblog

Febbraio 13, 2008

Dormire con chi russa fa male alla salute

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Dal letto di casa a quello dell'ospedale?

Dal letto di casa a quello dell’ospedale?
Dormire accanto a chi russa fa male e non solo al sistema nervoso lo hanno scoperto i medici britannici dormire secondo cui un compagno/a di letto rumoroso puo’ provocare  un sensibile aumento della pressione sanguigna facilitando cosi’ l’insorgere di malattie come infarto, blocco renale e demenza.

La scoperta e’ stata fatta da un gruppo di ricercatori medici londinesi dell’University College e dell’Imperial College e il tabloid ‘Daily Mail’ ne ha riportato oggi le conclusioni sotto questo titolo: “Russare porta prematuramente nella tomba la vostra altra meta’?”.

Quel fastidioso rumore non soltanto fa perdere sonno (e parecchio) ma provoca un sensibile aumento della pressione sanguigna facilitando cosi’ l’insorgere di malattie come infarto, blocco renale e demenza.

Febbraio 11, 2008

Montezemolo: «Non possiamo fare i notai dei partiti»

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«Non possiamo pensare nel 2008 di fare elezioni senza poter scegliere chi mandare in Parlamento. Non possiamo fare i notai delle segreterie dei partiti». Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, nell’intervento conclusivo al convegno sulla modernità d’impresa organizzato da Confindustria allo stabilimento Alenia di Grottaglie (Taranto). Parlando delle prossime elezioni il numero uno di viale dell’Astronomia ha detto che «siamo un Paese che premia le minoranze invece delle maggioranze, anche se vedo uno sforzo di novità, di aggregazione. Abbiamo avuto un governo di centrodestra negli anni passati con una grande maggioranza che si è definito liberale e non ha fatto una sola liberalizzazione, e un governo di centrosinistra poi che non ha capito che liberalizzare serve a chi ha meno potere d’acquisto. Bersani ci ha provato ma la cultura di questo governo era troppo diversa». Alla politica il leader di Confindustria ha chiesto «più senso dello Stato, di guardare ai dieci anni e non ai due-tre tra una elezione e l’altra. Il mondo non aspetta i rituali della politica italiana».

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